A filo d'erba

di Stefano Catone

«Senza più valore», il nostro lavoro e le nostre vite

Ho avuto la fortuna di leggere in anteprima le bozze dell’ultimo lavoro di Davide Serafin. Si intitola «Senza più valore» e il riferimento è al nostro lavoro, ma non solo, perché il nostro lavoro coincide con il nostro tempo e il nostro tempo non è altro, in ultimo, che il tempo delle nostre vite.

Serafin ha svolto, come sua abitudine, un lavoro di indagine meticoloso, che ai numeri affianca le storie, storie vere del nostro tempo senza più valore (qui trovate le sue parole, per spiegare il senso del suo lavoro). C’è la storia di Baggio, contabile amministrativo, «posto fisso per quindici anni, stipendio fisso per quindici anni, ferie e tutte quelle cose che ti sembravano scontate». Poi l’azienda fallisce, Baggio prendi la Naspi e arrotonda facendo consegne per Glovo. Poi si ammala ed è in quel momento che entra in azione l’algoritmo. «Ranking, rating, quella stronzata di darti il punteggio per tenerti sotto scacco. Non puoi ammalarti con Glovo. Non puoi avere la febbre. Se hai la febbre, dopo ti vengono precluse le fasce orarie più redditizie. Diventi inaffidabile. Magari te lo dicessero in faccia. Non c’è nessuna faccia. Ti sbarrano la porta. Non sai mai nulla, tu. Gli slot orari sono quasi tutti bloccati e aspetti che qualcuno molli il turno. Aspetti davanti allo schermo».

Ma non si tratta solo dei “lavoretti” (che non lo sono) e della Gig economy. Si tratta delle forme più classiche di sfruttamento e delle ingiustizie sociali più evidenti, eppure mai sanate, eppure mai neppure contemplate nell’agenda politica. Dalla grande distribuzione alla logistica, passando per i lavori creativi e culturali, fino ad arrivare alle discriminazioni di genere più intollerabili e ai controlli che non ci sono mai. Nel lavoro di Serafin c’è tutto questo, e per questa ragione è un testo importante per orientarsi nei cambiamenti che il mondo del lavoro sta già affrontando e – spesso – subendo.

Il testo può inoltre contare su una prefazione d’eccezione, curata da Riccardo Staglianò.

Per sostenere l’indagine, per diffondere i contenuti del libro con presentazioni pubbliche e per sostenere – non da ultimo – la battaglia legale dei braccianti di Castelnuovo Scrivia (prima sfruttati e poi denunciati dai loro stessi sfruttatori) potete assicurarvi una o più copie di «Senza più valore» in anteprima a questo link.

Io l’ho già fatto e lo consiglio caldamente anche a voi.

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