A filo d'erba

di Stefano Catone

Chi sono

31 anni, nato a Gallarate, risiedo da sempre a Solbiate Olona, comune affacciato sulla Valle Olona in provincia di Varese.

Laureato con lode in Relazioni Internazionali nel 2011 presso l’Università degli Studi di Milano, successivamente ho portato a conclusione un corso di perfezionamento annuale in gestione dell’immigrazione e dell’asilo presso il medesimo ateneo.

Ho lavorato per l’ufficio comunicazione del Parlamento europeo, Radio 24, Left. Attualmente collaboro con Giuseppe Civati e svolgo altre attività lavorative nel campo dell’informazione.

Il mio impegno politico comincia da ventenne, frequentando alcune riunioni della Sinistra giovanile. Mi iscrivo al Partito Democratico nel momento della sua nascita, fondando il circolo di Solbiate Olona, in un comune dove precedentemente non era presente la sezione di alcun partito progressista. Vengo subito eletto segretario di circolo e negli anni successivi ne resterò alla guida, affrontando due tornate amministrative, fino alla decisione, avvenuta a metà 2015, di aderire a Possibile, a causa del disaccordo completo rispetto a numerose riforme volute dal governo Renzi. Una tessera che invece non mi ha abbandonato e non mi abbandonerà è quella dell’ANPI.

Dal 2014, secondo più votato dell’intero comune nonostante la lista sia arrivata terza, sono consigliere comunale per una lista civica schierata all’opposizione. In questi anni le battaglie per le quali più mi sono speso riguardano la progressività delle imposte fiscali, misure contro il gioco d’azzardo, il contrasto di scellerati progetti urbanistici e la tutela dell’ambiente (dal consumo di suolo, alla gestione dei rifiuti, alla tutela dell’Olona), la promozione dell’accoglienza virtuosa sulla base del modello Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati).

Gli stessi temi hanno caratterizzato il mio lavoro e le campagne locali e nazionali che ho promosso. Oltre a “Dalla vergogna all’avvenire – La guerra di Liberazione a Solbiate Olona” di Ivan Vaghi al quale ho collaborato, ho partecipato alla scrittura di “Un Po di contraddizioni – Il libro verde della Lega” (2010) e ho curato la pubblicazione di “Expo della dignità” (2015) insieme a Marco Boschini (allora presidente dell’associazione nazionale Comuni virtuosi).

Nel 2016 ho svolto una capillare indagine nel mondo dell’accoglienza che mi ha portato a visitare centri di accoglienza in tutta Italia oltre che a svolgere attività di volontariato a favore dei rifugiati lungo la rotta balcanica. L’esito di questa indagine è stata una campagna di informazione sulle migrazioni e l’accoglienza, servendomi di un testo curato dal sottoscritto ma scritto a più mani, intitolato “Nessun Paese è un’isola”. Tra i contributi, quello dell’europarlamentare Elly Schlein, relatrice S&D per la riforma di Dublino, del giornalista di inchiesta dell’Espresso Fabrizio Gatti, della direttrice nazionale dello Sprar Daniela Di Capua, la postfazione di Giuseppe Civati e molti altri. Grazie a una campagna di crowdfunding e alla generosità di tanti militanti ho partecipato a circa 100 eventi lungo tutta la penisola, da Bormio a Siderno, che mi hanno permesso di incontrare ulteriori esperienze e personalità. Su tutte, ricordo in particolare i casi di Riace con Mimmo Lucano, Molfetta con il lascito di don Tonino Bello, Parma con l’esperienza di Ciac cominciata con la guerra in Jugoslavia, Genova con le esperienze di Music for peace e l’eredità di don Gallo. Nel nostro territorio ho avuto modo di incontrare amministratori, volontari e cittadini in confronti sempre aperti e partecipati e sempre con l’intenzione di promuovere un sistema di accoglienza virtuoso.

Sempre nel 2016 ho fatto parte del tavolo di co-legislazione inaugurato dall’on. Andrea Maestri che ha elaborato una proposta di riforma del Testo unico sull’immigrazione (Bossi-Fini). Al tavolo hanno partecipato i più importanti e attivi attori in materia, dall’Asgi ai tre principali sindacati italiani.

Nel percorso che ha portato alla costruzione di Liberi e Uguali ho partecipato in particolare attraverso il lavoro programmatico per il Manifesto di Possibile e coordinando il lavoro di Liberi e Uguali su migrazioni e cittadinanza alla assemblea del 17 dicembre a Brescia. Il Manifesto di Possibile ha avuto una sua declinazione in “Giorni migliori” (2016), libro edito da Imprimatur del quale sono coautore insieme a Giuseppe Civati e Franz Foti.

Convinto che il discorso sulle migrazioni sia stato offerto e sacrificato per nascondere le mancanze del governo nel difendere i diritti e le tutele dei lavoratori e delle fasce della popolazione più fragili e che, soprattutto, i diritti appartengano a tutti e sia profondamente sbagliato mettere in contrapposizione migranti e italiani, ma che servano misure per tutti, mi sono messo a disposizione della assemblea provinciale di Varese di Liberi e Uguali per proseguire questo lavoro in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

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